Rimac, produttore di auto elettriche e leader nel settore elettrificato, di cui Porsche è già azionista, sarebbe in trattative con Volkswagen per acquistare il marchio hypercar

Secondo il quotidiano tedesco Rivista del regista, durante l’ultimo consiglio di amministrazione Volkswagen, si è parlato molto della possibilità di vendere il marchio Bugatti ai croati di Rimac, azienda leader nel settore della mobilità elettrica e nuovo produttore del Rimac C Two, un 1 888 cavalli; Volkswagen invece inserirà nella trattativa un aumento delle quote di Porsche nella società croata: per il momento si aggirano intorno al 15,5%, ma se l’accordo passerà dovrebbero raggiungere il 49%. Il motivo di questa operazione è duplice: da un lato si tratta di un mezzo per mantenere il controllo su Bugatti che non andrebbe quindi “perso”, dall’altro verrebbero utilizzati i soldi che finirebbero a Rimac in cambio della percentuale aggiuntiva. da questi ultimi per finanziare l’acquisto del marchio francese.

Accordo entro il 2021

Sempre secondo il quotidiano tedesco Rivista del registaL’amministratore delegato del gruppo Volkswagen Herbert Diess sarebbe molto fiducioso di poter concludere l’accordo entro la fine del 2021, anche se né lui né le parti coinvolte hanno ancora confermato nulla. Per la firma dell’accordo però non basterebbe l’approvazione del CEO, infatti l’approvazione degli azionisti più importanti, come il gigante cinese delle batterie Camel Group e quello di Hong Kong, China Dynamics, è anche necessario.

Cambio di filosofia

Rimac è un’azienda fondata nel 2009 a Sveta Nedelja, che si è affermata come una vera eccellenza nel campo della supermobilità elettrica e la sua creazione Rimac C Two ne è un esempio; Inoltre, sin dalla sua fondazione, Rimac ha esplorato nuove strade per l’elettrico, sperimentando nel campo dei sistemi di trasmissione e delle batterie, ovviamente necessari per raggiungere le incredibili prestazioni delle proprie vetture. Pertanto, se Bugatti dovesse finire sotto l’ombrello croato, ci sarebbe un brusco spostamento a favore delle batterie, che andrebbero così a sostituire gli spaventosi motori che portavano le Bugatti a ben oltre i 400 orari.

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