Partita IVA, differimento fiscale novembre

È in vigore dal 15 agosto 2020, quello previsto decreto di agosto, con una ricerca dell’ultimo minuto di fondi per coprire una determinata misura. I bonus entrano ed escono in sole 24 ore, con questi ristoranti donati di sicuro e ritirati quando arriva la foto per fare spazio a un tassa leggera per il sud.

Tra le tante conferme c’è anche quella del posticipo delle tasse di novembre per i lavoratori autonomi, Isa e pacchetti, circa 5 milioni di italiani.

Scadenze imposte decreto agosto, nuovo calendario:

Ma ecco la notizia approvata:

Nel frattempo sono stati riprogrammati i termini di pagamento delle tasse e dei contributi previdenziali sospesi in fase di emergenza, al fine di ridurre sensibilmente l’onere che altrimenti colpirebbe i contribuenti in difficoltà nel 2020.

  • i pagamenti sospesi in marzo, aprile e maggio sono stati effettuati a rate: Il 50% del totale può essere pagato, senza l’applicazione di penali o interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 oppure in rate (fino a 4 rate mensili di pari importo) con pagamento della prima rata entro il 16 settembre. Il restante 50% potrà essere pagato, senza penale né interessi, in rate per un massimo di 24 rate mensili di pari importo.

  • Pagamenti ISA differiti per i contribuenti (Indici sintetici di affidabilità) e tassi forfettari soggetti a diminuzione di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: il termine per il pagamento della seconda o unica rata e dell’anticipo Irap è prorogato fino al 30 aprile 2021.

  • Rinvio dal 31 agosto al 15 ottobre 2020, termine per la sospensione dei termini di pagamento delle note di pagamento e dalla consulenza esecutiva sul gettito fiscale. L’esenzione dal pagamento della Tassa per l’occupazione di spazi e spazi pubblici (TOSAP) e del Canone per l’occupazione di spazi e spazi pubblici (COSAP) è prorogata fino al 31 dicembre 2020 anche per le attività di ristorazione. , gravemente danneggiato dall ’emergenza epidemiologica.

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Faraone (IV): il mancato posticipo delle scadenze del 20 luglio è stato un errore

Non c’era niente da fare per scivolare scadenza massima fiscale del 20 luglio infine, il pagamento del saldo 2019 e dell’acconto sui redditi 2020 per i possessori di Partita IVA, ma qualcosa si sta facendo per il posticipo dei pagamenti di novembre Iva, Irpef e Inps, il cui pagamento sarà molto probabilmente rinviato grazie ai provvedimenti contenuti nel decreto di agosto.

Le scadenze di luglio per l’imposta sul reddito dei lavoratori autonomi non sono state posticipate per una questione di bilancio dello Stato, non potendone fare a meno 8,4 miliardi euro di ricavi dopo aver rinunciato ai 3,9 miliardi di euro relativi all’annullamento del saldo 2019 e al primo deposito Irap 2020 stabilito nell’ordine Relance.

Va inoltre considerato che secondo i calcoli effettuati dal Vice Ministro dell’Economia, Antonio Misiani, nel 2020 è stata prevista una riduzione fiscale per le piccole e medie imprese di 7 miliardi e mezzo tenendo conto dell’abolizione dell’IRAP, dei crediti per l’affitto e dei servizi igienico-sanitari, l’esenzione dell’IMU per strutture ricettive, rinvio di plastitax e sugartax. Da considerare anche l’addio degli aumenti Iva per il 2021, pari a 21,2 miliardi di euro.

In questa occasione i rappresentanti di Forza Italia hanno invitato commercialisti e titolari di partita iva a disobbedire al fisco Davide Faraone di Italia viva (Iv) ha chiarito che il mancato rinvio delle scadenze fiscali del 20 luglio è stato un grave errore da parte del governo. Il ministro dell’Economia Gualtieri ha difeso la decisione del governo, dicendo che non tutte le scelte necessarie sono popolari.

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Da agosto, dilazione fiscale per i lavoratori autonomi

La manovra estiva dovrebbe prevedere una proroga delle scadenze fiscali per i lavoratori autonomi, Isa e delle aliquote forfettarie per novembre, con la possibilità di un meccanismo di annullamento delle penali e degli interessi per i titolari di partita Iva che non hanno rispettato il precedente termine per il pagamento delle imposte sul reddito del 20 luglio 2020.

io commercialisti più volte ha chiesto che il decreto di agosto contenga una proroga generale dei termini, dall’imposta sul reddito 2020 all’IVA, imposta sul reddito delle persone fisiche e pagamenti INPS o un meccanismo di esclusione per sanzioni per chi si regolarizza entro il 31 ottobre 2020.

L’approvazione del provvedimento è stata diffusa anche dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, durante il tempo delle interrogazioni il 22 luglio alla Camera, a conferma dell’intenzione del governo di “alleggerire” la situazione fiscale dei lavoratori autonomi.

Soddisfa i titolari di partita iva che sono in attesa di una seria riforma fiscale basata sul principio del contante, per eliminare il meccanismo dei saldi e delle anticipazioni che complica la vita dei lavoratori autonomi. Questa la promessa del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ma anche del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ma dovremo aspettare almeno fino al 2021, quando anche le aliquote dell’imposta sul reddito delle persone fisiche saranno probabilmente riviste.

Il coronavirus ha accentuato le differenze nel mercato del lavoro

Tra le tante misure che il governo ha varato per sostenere i titolari di partita IVA in questo periodo di emergenza sanitaria ed economica causata dal coronavirus, va ricordato il bonus per i lavoratori autonomi iscritti a gestione separata, provvedimento che ha contribuito a mantenere diluvio di molte famiglie single a reddito. che poteva contare solo su un reddito fatturato mensile.

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I lavoratori autonomi, infatti, a differenza dei lavoratori subordinati a tempo determinato e indeterminato, non potevano contare sui licenziamenti covid-19, che nonostante i limiti ei ritardi si sono rivelati fondamentali per le famiglie italiane durante il periodo di serrata.

La pandemia che ha colpito tutti i lavoratori in tutti i settori ha però accentuato le differenze tra le diverse tipologie contrattuali, confermando ancora una volta la necessità di rivedere la normativa di alcune categorie fortemente penalizzate per una più equa distribuzione dei diritti dei lavoratori.

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