Vecchie case, finestre a feritoie, tetti spioventi ricoperti di lastre di ardesia come si usava un tempo, un antico ponte che sembra uscito da una favola. E tutt’intorno la natura rigogliosa e il silenzio della montagna. In Garfagnana stanno per prendere vita due borghi fantasma: il sogno di una nuova esistenza che presto si realizzerà per decine di persone che hanno scelto di sfuggire allo stress della città e tornare ai ritmi della natura. Un sogno che si può realizzare al costo di un caffè. Il progetto “Case a euro”, infatti, è partito nel 2016 e mirava a combattere lo spopolamento di un comune delle montagne toscane, Fabbriche di Vergemoli, nella Garfagnana, in provincia di Lucca, per il quale la rinascita aveva E ‘morto tra i malati di coronavirus anche il cantante lirico di fama mondiale Luigi Roni, nato lì e tornato a vivere dopo aver lasciato il palco fino allo scorso marzo.

Richieste dalla Cina e dagli Stati Uniti

Il progetto con l’offerta di case a prezzo simbolico ha ricevuto negli ultimi anni tante manifestazioni di interesse da tutto il mondo (dalla Cina agli Stati Uniti alla Russia) che è ora sospeso a causa del ‘esaurimento delle merci disponibili. Le case si trovano tutte a Fabbriche di Vallico e Vergemoli, le due frazioni principali del comune disperso di Fabbriche di Vergemoli, terra di ex fabbri e maniscalchi. Nelle due frazioni, il prossimo anno apriranno una quarantina di siti per la ristrutturazione delle tante case abbandonate, case in pietra, case antiche con tanta storia alle spalle.
Attualmente nel comune diffuso vivono solo 800 persone, numero in costante diminuzione dagli anni Cinquanta, dall’inizio del fenomeno migratorio degli abitanti verso le città. Un fenomeno che ha subito un’accelerazione negli anni 2000, quando il territorio è stato sottoposto a forti mareggiate favorito dalla conformazione territoriale, che ricorda i canyon, verso la valle del Serchio.

READ  Kansai Yamamoto, fashion designer, dies age 76

Turisti da tutto il mondo

Il vantaggio per i venditori era quello di sbarazzarsi di beni inutilizzati ma ancora soggetti a tassazione, mentre per gli acquirenti si era tentati di fare un investimento partendo da una base di spesa praticamente nulla. Per noi “case a 1 euro” è tanto lavoro, ha spiegato all’Ansa il sindaco Michele Giannini. Riceviamo oltre 2.000 email all’anno dal 2016 e passiamo intere giornate a mostrare i nostri luoghi ai turisti di tutto il mondo che arrivano senza preavviso. Ma gli investimenti sono arrivati ​​anche con gli acquirenti. Significa anche aver portato molte risorse in regione, ha aggiunto il sindaco, perché con le case a 1 euro sono stati venduti tanti immobili di valore ribassato, 20-40mila euro ciascuno, 40 immobili che verranno ristrutturati con un investimento. di circa 4 milioni nel prossimo anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *