HMD Global, l’azienda finlandese che produce smartphone a marchio Nokia, ha appena ricevuto una nuova serie di prestiti per circa $ 230 milioni: quello che colpisce è l’elenco delle società che hanno partecipato all’operazione finanziaria: Google, Nokia e Qualcomm.

HMD mantiene rapporti molto stretti con le tre società citate, per vari motivi:

  • Da Nokia una chiara licenza per il marchio con cui lancia al pubblico i suoi smartphone
  • In Qualcomm ottiene la stragrande maggioranza dei SoC presenti nei suoi smartphone, con poche eccezioni nella fascia bassa con MediaTek
  • Sì Google naturalmente ottiene il sistema operativo su cui si basano tutti i suoi smartphone; tra l’altro, HMD è attento a non alterare troppo l’esperienza dell’utente “puro Google”, cerca di comportarsi bene con le patch di sicurezza ed è uno dei principali sostenitori di Android Go Edition, riservato ai dispositivi super economici. HMD e Google stanno anche collaborando al progetto KaiOS, un sistema operativo open source basato su Linux per telefoni multifunzione. KaiOS offre anche molti servizi Google avanzati, persino Assistant.

Ancora più curioso è questo i dettagli dei nomi degli investitori non avrebbero dovuto essere divulgati; evidentemente c’è stato un malinteso tra la direzione e il servizio stampa. In ogni caso non sappiamo in quale percentuale abbiano contribuito le aziende e, soprattutto, perché.

HMD è riuscita a spedire parecchi smartphone Android sin dal suo inizio (l’azienda ha parlato 70 milioni di dispositivi in ​​tutto il 2019, inclusi smartphone e telefoni multifunzione; l’unico mercato mondiale degli smartphone per lo stesso periodo si trattava di circa 1,38 miliardi di dispositivi), ma non si può certo dire che siano diventati i nuovi Samsung / Apple / Huawei, che a loro volta sono in un certo senso i nuovi Nokia, prima dell’ascesa del touch e della sconfitta di Windows Phone.

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Tuttavia è vero che HMD è strategico da diversi punti di vista: prima di tutto è europeo, e in un mondo dominato dai colossi asiatici (e da Apple, americani). E questo è un dettaglio importante da tenere in considerazione, soprattutto considerando quanto sia forte l’antitrust dell’UE con i colossi del web (è vero che i telefoni sono effettivamente prodotti da Foxconn). In secondo luogo, l’approccio dell’azienda è molto diverso dai suoi rivali Android: l’enfasi è su un’esperienza software di qualità, con aggiornamenti costanti e tempestivi, anche nella fascia bassa. Insomma, quasi come avere un Google Pixel, ma con una distribuzione più capillare su tutte le fasce di prezzo.

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