Nel ritorno dei playoff vince la squadra di Nesta, ma non basta. Bianconeri per la prima volta in Serie A in 114 anni di storia grazie al miglior piazzamento in campionato

La più grande sconfitta di tutti i tempi. Lo Spezia perde 1-0 nel ritorno della finale playoff contro il Frosinone, ma va in Serie A per la migliore classifica in regular season. Fondamentale è stata la vittoria per 1-0 all’andata, che ha regalato all’Italia il lusso di perdere con meno di due gol. Una ricompensa per una stagione entusiasmante e per la costanza che i bianconeri hanno sempre dimostrato in Serie B: con 6 partecipazioni nella postseason, lo Spezia è la squadra che ha giocato più playoff in assoluto, senza mai ottenere una promozione.

Non questa volta: l’italiano, forse l’ultimo sulla panchina del Peak, ha realizzato un’impresa che nessuno ha mai realizzato in 114 anni. L’onore delle armi va dato agli sconfitti: il Frosinone di Nesta ha giocato meglio dei padroni di casa, soprattutto nel primo tempo, e se avesse segnato il secondo gol non gli avrebbe rubato nulla. Il calcio, come tutto, non si fa con i se e i ma. Quindi, nonostante l’ottima prestazione, a Frosinone non resta che riprovarci il prossimo anno.

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Nei primi minuti l’aggressività del Frosinone ha tolto lo spazio alla manovra dei Liguri, con Galabinov costretto ad affrontare i difensori ciociari dai primi minuti. Col tempo esce la qualità della squadra italiana, il dribbling si fa più fluido, e il pressing alto di gialloblu è facilmente schivato da Ricci e Bartolomei, ma il momento non dura a lungo: dopo un calcio di punizione sparato su la traversa di Vitale è Frosinone avrà l’occasione più clamorosa del primo tempo. A seguito di un fallo laterale di Brighenti, Novakovich sputa di testa e Beghetto, tutto solo in area, colpisce il palo destro con un tiro di sinistro. Siamo al 12 ‘, e la scossa sveglia l’undici di Nesta e spaventa quelli degli italiani: il Frosinone sente il sangue e aumenta l’intensità, aggredendo il possesso ligure e cercando di ripartire velocemente in verticale. Beghetto è l’arma in più: Ferrer non lo prende mai, e il 13 di Nesta torna pericoloso al 25 ‘, con un tiro di destro che Scuffet manda in corner. La Spezia non si vede più fino al 43 ‘: Galabinov sputa di testa, Bartolomei colpisce di destro e la palla finisce un po’ alta. Nel primo tempo è 0-0.

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sconfitta e celebrazione

Nella ripresa il palleggio riesce meglio degli uomini dell’italiano, che tengono meglio il terreno senza essere schiacciati come nel primo tempo. Nzola ha spazio e lo usa al meglio, mentre Galabinov e Ariaudo se lo danno a vicenda, non sanzionati dall’arbitraggio molto permissivo di Sacchi. Il Frosinone, nei primi dieci minuti, sembra più nervoso che altro. Al 57 ‘, in un minuto, prima Gyasi poi Rohden divora il vantaggio per le rispettive squadre, ma è solo il prologo del gol che arriva al 62’: Ciano fa da tallone al volo di Rohden, che da fuori area il quadrato d’angolo dove Scuffet non può raggiungere. Previsto l’imbarco del Frosinone, che anzi tira un po ‘di fiato, permettendo allo Spezia (supportato dai cori di tifosi affollati fuori Picco) di giocare con il tempo. Mastinu e Mora sono le armi che l’italiano manda in campo (per Gyasi e Maggiore) per tenere il pallone il più lontano possibile dai piedi gialloazzurri. Nesta, invece, è costretto a licenziare Novakovich per Ardemagni. Allo scoccare dell’80 ‘parte la carica ciociara, ma Citro è impreciso e l’assalto finale, dopo 6 minuti di recupero, finisce in un vicolo cieco. Quindi, dentro e fuori il Peak, può iniziare una festa che aspettava da 114 anni.

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