buffer per chi torna in Italia Croazia, Malta, Grecia e Spagna. “Ho appena firmato – ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza – una nuova ordinanza che prevede test molecolari o antigenici per chi arriva” in Italia da Paesi a rischio. Quelli in cui i casi di Covid. La Colombia è stata aggiunta all’elenco delle nazioni per le quali è vietato l’ingresso e il transito.

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Ieri – quando c’erano più di venti italiani contagiati in vacanza nelle suddette località – si è evitato all’ultimo minuto il “federalismo” dei controlli sui viaggiatori di ritorno dalle zone a rischio. Dopo le minacce da parte di alcune regioni di muoversi autonomamente, il governo, con l’ordine emesso da Speranza, ha previsto che chi torna in questo bel Paese dimostri di non essersi ammalato. In breve, ci sono tre metodi: il tampone e il test degli antigeni da eseguire prima della partenza (precisamente entro 72 ore prima della partenza), il test rapido nei porti e negli aeroporti o l’obbligo del tampone negli aeroporti. 48 ore dopo lo sbarco in Italia. Chiunque – proveniente da Paesi a rischio – deve comunicare i propri spostamenti alle autorità competenti.

Ieri si è tenuto un vertice molto teso in videoconferenza con, da un lato, il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ei suoi colleghi Speranza (Salute) e Stefano Patuanelli (Sviluppo economico), dall’altro i governatori Donato Toma (Molise), Luca Zaia (Veneto), Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Alberto Cirio (Piemonte), Marco Marsilio (Abruzzo) e alcuni consiglieri in rappresentanza delle altre regioni. E se le posizioni rimanevano distanti sulla chiusura delle discoteche e sull’obbligo di mascherare anche all’esterno, le parti a terra si accordavano dopo numerose difficoltà sulle modalità di controllo dei viaggiatori provenienti da Croazia, Malta, Grecia e Spagna. Che poi in serata è stato trasferito per ordine del titolare della Sanità. E non è stato facile perché Lazio, Emilia Romagna e Campania, in diverse forme, avevano già annunciato il lancio dei francobolli per chi veniva dall’estero, mentre la Puglia si appoggiava al requisito di quarantena.

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Il testo pubblicato ieri dal ministero prevede che coloro che “nei precedenti quattordici giorni sono rimasti o sono transitati per Croazia, Grecia, Repubblica di Malta o Spagna” saranno tenuti a fare rapporto in Italia “con il certificato di aver sottoposto, entro 72 ore, un test molecolare o antigenico, effettuato mediante tampone e risultato negativo. “In caso contrario, lo stesso test deve essere effettuato all’arrivo in porto o presso A tal proposito, speciali controlli saranno effettuati presso i principali aeroporti come Malpensa e Fiumicino a Roma, per estenderli ad altri porti e aeroporti. Dove ciò non è possibile, ad esempio per chi viaggia in auto – i viaggiatori in rientro hanno a disposizione 48 ore dal loro arrivo in Italia per effettuare le prove, in ogni caso chiunque, “anche asintomatico”, deve “comunicare immediatamente il proprio ingresso” all’ASL. coloro che sperimentano i sintomi di Covid dovrebbero andare in autoisolamento e avvisare le autorità. La Lazio, ha detto l’assessore Alessio D’Amato, è “pronta con i tamponi per il drive-in per chi arriva da Grecia, Spagna, Malta e Croazia. L’arrivo sarà indicato sull’applicazione Lazio Doctor Covid o sul numero verde 800.118.800 ”. Allo stesso tempo, le autorità italiane continuano a registrare nuovi positivi tra coloro che rientrano da Paesi a rischio: in Lombardia sono stati contagiati una dozzina di giovani croati, oltre a una compagnia di 5 giovani di ritorno dallo stesso Paese in Liguria. Nel Lazio, invece, tra i nuovi casi, 2 erano in Spagna, altri 2 in Grecia, uno a Malta e uno in Croazia. È anche per questo motivo che i governatori hanno apprezzato l’ordinanza della speranza. Ma guai a pensare che è tornata la spinta in avanti sui controlli da parte delle Regioni. In Emilia-Romagna Bonaccini ha pronta un’ordinanza che obbliga i caregiver dei Paesi extra Schengen e di Romania e Bulgaria ad “autodichiararsi ai fini dell’autoisolamento di 14 giorni” all’ASL competente, per poi essere contattato per il prelievo del primo campione e poi conferma entro dieci giorni. In Friuli-Venezia Giulia Fedriga non esclude controlli più severi alle frontiere con la Croazia.

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Ultimo aggiornamento: 00:54


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